Il mondo carmelitano di Santa Maria della Scala in Trastevere

La chiesa di Santa Maria della Scala, in Trastevere, porta lo stesso nome della piazza e su di essa aleggia la leggenda di una miracolosa guarigione che ne sarebbe all’origine, intorno alla fine del ‘500.

 

Dapprima fu soltanto un’immagine votiva, sopra la Casa Pia, una casa di accoglienza per peccatrici redente. Era una Madonna collocata in cima a una scala d ecco spiegato il nome. Poi la costruzione dell’edificio religioso che oggi troneggia in Trastevere, con la sua bella facciata barocca di Ottavio Mascherino. La storia di un quadro del Caravaggio dipinto per quella Chiesa, ma poi rifiutato dai Carmelitani che l’avevano ordinato sembra legare la storia delle peccatrici all’edificio perché l’immagine raffigurata era, secondo una tradizione, quella di una donna morta nel Tevere. Il quadro dunque andò altrove, ma la leggenda resta e si unisce alle altre di quel convento.

santa-maria-in-trastevere-2315745_1920

L’opera si completa con un altro gioiello, l’antica spezieria di Santa Maria della Scala, a fianco della Chiesa, luogo delle piante officinali e dei rimedi di una scienza collocata tra l’alchimia e la medicina. Per vederla, quando si può, c’è da salire a un piano superiore. Da lì si entra nell’atmosfera che riporta soprattutto a un frate particolarmente esperto, fra Basilio, il grande “chimico” e “farmacista” del ‘600 che tutti ancora rammentano. Polveri, unguenti, rimedi per le grandi e le piccole malattie, prima che fossero altri frati a proseguire e poi, nell’età più avanzata, i medici.

Laboratorio e negozio, speranza per i romani nei tempi bui delle epidemie, luogo anche di preghiera perché la medicina funzionasse, qualcosa di religioso e di laico insieme perché fede e scienza si toccavano. L’“Acqua della scala” o “Acqua dei carmelitani” era il prodotto più richiesto.

 

Di quelle attività restano gli strumenti più affascinanti, dai pestelli, a torchi, alle macchine per costruire le pasticche, alle storte, ai mortai, agli antichi erbari, ai vasi per le erbe e per i Sali, alle cassettiere con i cartelli che nominano in latino i contenuti.

 

Una guida del 1861, diceva:

la Chiesa, che qualche tempo addietro fu restaurata, appartiene ai carmelitani scalzi che vi hanno unito il convento, con una eccellente farmacia pubblica

 

Era ancora la Roma papale, anche se aveva conosciuto già tempi italiani, visto che, nel 1849, era morto lì un eroe repubblicano, Luciano Manara perché lì era stato creato un ospedale per i feriti nella difesa di Roma dall’assedio francese. Quale posto era più adatto di un convento con una spezieria come quella? Chiamata anche farmacia dei papi, contiene degli armadi artisticamente illustrati da dipinti che rappresentano gli antichi luminari della medicina classica, come Ippocrate, Galeno e altri, o grandi personaggi della storia, molti dei quali di Casa Savoia, tra i quali una eroina della Croce Rossa, la duchessa Elena di Savoia in divisa bianca da ispettrice nazionale. Un quadro rappresenta il maestro, “fra Basilio” nell’atto di insegnare ad altri confratelli l’arte della spezieria.

 

Roma conosce tutti i tempi della storia e il turista potrà respirare l’atmosfera di tanti protagonisti passati per Trastevere e per quella piazza. Per raggiungerla, se parte da Campo dei Fiori, il visitatore potrà dirigersi verso il lungo Tevere e attraversare il Ponte Sisto.

 

Troverà subito piazza Trilussa, dedicata al poeta più nobile del dialetto romano e del mondo trasteverino, che aveva frequentato la spezieria, poi proseguendo a ovest, per qualche strada piena di locali, arriverà alla via della Scala e a un certo punto lo slargo che fa da piazza.

 

Troverà il Convento e, ad angolo, la farmacia moderna, anche se una vecchia targa in marmo ricorda quella storica che sta sopra. Vedrà che la Chiesa sovrasta un ambiente carino, di negozi e di tende, con qualche romano o turista seduto. È la Trastevere della vita, della calma e dell’ironia che non dà soggezione, ma invita a sentirsi comunque parte della città. In fondo, poi, dopo la visita, troverà di nuovo via della Scala e, se prosegue, troverà piazza Sant’Egidio e potrà vedere il Museo di Roma in Trastevere, ricavato nell’antico Convento delle Carmelitane scalze. Troverà quadri, sculture, fotografie e, soprattutto, rappresentazioni di vita, il mondo di Pinelli, di Trilussa e di una popolazione che viveva tra la strada e gli edifici religiosi che illustrano al visitatore una storia davvero importante.

 

 

visualizzazioni: 431




'Il mondo carmelitano di Santa Maria della Scala in Trastevere' has no comments

Be the first to comment this post!

Would you like to share your thoughts?

Your email address will not be published.

Lord Byron Hotel | Roma, Italy Via Giuseppe De Notaris, 5 - 00197 ROMA Tel. +39 06 3220404 / +39 06 3613041 Fax +39 06 3220405 info@lordbyronhotel.com