Roma, i dolci delle feste

Panpepato, pangiallo e frappe ed è subito festa. A Roma, per le feste tradizionali, si preparano dolci speciali, che danno gusto e calore alle festività. Alcuni sono di origine antica, troviamo infatti ricette nei Culinaria di epoca classica, ed arricchivano i lauti banchetti degli antichi romani.

 
Il periodo più amato è quello di Natale. Ogni regione italiana ha il suo particolare dolce e così anche a Roma, che risplende e incanta con le sue luci e addobbi per le festività che iniziano con la vigilia e terminano il 6 gennaio, festa dell’Epifania. Uno dei dolci più apprezzati è il panpepato.

 

 

Il dolce è diffuso in altre parti d’Italia, anche al Nord come a Ferrara, poiché come altre ricette gli ingredienti sono alimenti del territorio legati alla stagionalità e si sono tramandati per secoli. Il panpepato è un dolce ricco di spezie che danno un sapore particolare. E’ una storia millenaria che si racchiude in questo semplice preparato. Panpepato è una miscela di spezie, miele e cioccolato arricchita da noci e mandorle. Sono tutti ingredienti del territorio, e solo le spezie abbondanti che caratterizzano il panpepato romano, tradiscono l’origine antichissima del dolce, quando Roma, centro dell’Impero, dominava il mercato delle spezie dall’Oriente.

 
La tavola natalizia si arricchisce anche del pangiallo.
Il colore giallo dorato è l’origine del nome, ed è un impasto con noci, mandorle, miele e frutta secca amalgamati in una pastella che opportunamente lavorata, viene infornata e pronta per decorare le tavole festive.
I giorni natalizi si concludono il 6 gennaio, una data che a Roma ha particolare importanza e storia.

 

In Italia il giorno della visitazione dei Magi al bambino, chiamato seguendo l’etimologia greca Epifania, si trasforma per assonanza in Befana. E’ una vecchina, brutta, che ama volare con una scopa, di qui il richiamo a figure magiche e streghe che da sempre affascinano i bambini. Porta con sé una gerla piena di giocattoli e dolci, e …anche il carbone nero per quei bambini che non si sono comportati bene.

 

A Roma, in piazza Navona c’è, per tutto il periodo natalizio, un grande mercatino con bancarelle che espongono dolci, oggetti per addobbare alberi di Natale, e le immancabili befane, che passando di notte dal camino, mettono nella calza preparata la sera del 5 gennaio, regali o carbone. Per stare al passo con i tempi, il carbone che si trova nella calza, è un dolce che imita alla perfezione il minerale. Una miscela di zucchero e colorante alimentare danno l’aspetto del carbone che ormai non può mancare nelle calze dei bambini romani ed italiani in genere.

 
Un altro periodo in cui poter gustare alcuni dolci tradizionali è sicuramente il carnevale, anzi il Carnevale romano. In Italia, ci sono alcune città famose per questa festa, la più famosa è Venezia. Tuttavia Roma ha anch’essa una secolare storia di divertimento. Cortei che allietavano e divertivano questi giorni di “follia” in cui come dicevano gli antichi romani “semel in anno, licet insanìre”, ameno una volta nell’anno è lecito perdere la testa.

 

 

Ed infatti la festa del carnevale è antichissima, legata sia ai riti dei Saturnalia, sia in seguito all’usanza di età medioevale del “mondo alla rovescia”. Le donne chiedevano agli uomini di poter ballare, il giudice veniva giudicato. Era infatti un periodo di grande dissolutezza, tanto che proprio nello Stato Pontificio, furono emanate particolari sanzioni.

 

 

Carnevale sono le maschere con cui nascondersi, i balli che venivano dati dalle famiglie aristocratiche, i personaggi della commedia dell’arte. Arlecchino tra tutti, il suo costume a scacchi colorati e il cappello nero e a Roma è Rugantino, un popolano che esprime le voce della gente contro soprusi.

 

A Roma ci sono molti dolci per Carnevale. I più famosi sono le frappe, dolci diffusi in tutta Italia, con diversi nomi: chiacchiere, cenci. Le frappe si fanno con un impasto di uova, farina, zucchero ricavandone dei nastri che vengono poi modellati in un fiocco. Dorati in forno o fritti in padella, sono poi spolverati con zucchero a velo. Si trovano in ogni pasticceria e panificio e se vi trovate a Roma nel periodo, non potete non assaggiare queste delizie.

 
Altra leccornia carnevalesca sono le castagnole. Si creano delle palline di pasta che fritte vengono poi spolverizzate con cannella e zucchero a velo. L’aroma della cannella si disperde nell’aria, fragrante. Dopo la festa di Carnevale, ecco i giorni di penitenza che iniziano con il mercoledì delle Ceneri. Il nome indica il capo cosparso di cenere, cioè la polvere, un richiamo per tutto il popolo alla celebre frase biblica, dopo i bagordi, ecco la Quaresima.

 

Periodo determinato dalla chiesa cattolica, dà il nome ai 40 giorni che precedono la Pasqua. Certo occorre essere morigerati, ma poteva mancare un dolce per questo periodo? Ecco allora i quaresimini o pazientino quaresimale, a forma di lettere dell’alfabeto, una specie di meringa al sapore di cioccolato. Piccola e leggera, come deve essere il cibo della Quaresima.

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